quadro chiesa purgatorio
Chiesa del Purgatorio, Madonna con Bambino, con i Santi Cleto e Biagio

Il 500 – Inizio di una Storia

Risale ai primi anni del 500 la più antica confraternita che si conosca a Ruvo, essa era intitolata a San Cleto e curò il culto del santo patrono della città facendolo raffigurare unitamente alla Madonna in trono con bambino insieme ai suoi confratelli oranti in veste di sacco bianco e incappucciati, il dipinto di autore pugliese riporta in basso l’anno 1537.

Dello stesso periodo si ha conoscenza di un’altra confraternita intitolata al SS. Nome di Gesù promossa dai padri domenicani, tale sodalizio era sorto nella chiesa del SS. Rosario oggi di San Domenico.

Nella seconda metà del 500 grazie all’aria che si respirava dopo il Concilio di Trento le confraternite aumentarono di numero, queste principalmente dedicate alla Concezione e al Monte di Pietà esercitavano un’attività caritativo-assistenziale a favore di pellegrini, degli indigenti e delle fanciulle povere da maritare alle quali procuravano la dote.

quadro chiesa purgatorio particolare
PARTICOLARE – Chiesa del Purgatorio, Madonna con Bambino, con i Santi Cleto e Biagio

Ricordata è pure la confraternita del Santissimo Sacramento fondata nella Cattedrale la quale rivestiva un ruolo di primo piano nella vita socio-religiosa locale e i cui congregati vestivano un sacco di  color “pagonazzo”.

Dal 1576 troviamo attiva nella omonima chiesa la confraternita di San. Rocco, successivamente nel XVII secolo si registra la nascita di altre organizzazioni laicali sotto il titolo del Carmine, di San Carlo e della Madonna del Suffragio.

Dalla sola analisi dei titoli si evince che la devozione più sentita è quella mariana: Monte di Pietà, Concezione, Madonna del Suffragio.

Segue quella dei Santi :San Cleto, San Rocco, San Carlo Borromeo.


domenico bruno
Il Gesuita Domenico Bruno

Il 600 – L’avvento e il Gesuita Bruno

Tutti i sodalizi esistenti offrivano ai loro congregati la garanzia della sepoltura e del suffragio dell’anima, queste caratteristiche erano divenute motivo principale per l’aggregazione all’una o all’altra confraternita.

I primi anni del 700 vedono il sorgere di una nuova confraternita fondata da un instancabile predicatore gesuita, Domenico Bruno del Collegio di Bari, al termine della missione popolare predicata nel 1719, il nuovo sodalizio nasce sotto il titolo di Purificazione- Sant’Ignazio.

Importante è l’attività economica e creditizia dei vari sodalizi specie di quelli menzionati, soprattutto nel 600, di cospicui lasciti e donazioni con i quali le congreghe provvidero, oltre che a soddisfare gli oneri delle messe di suffragio secondo le volontà dei testatori, ad una incisiva attività caritativo-assistenziale esterna.

Per quanto attiene al decoro e abbellimento dei luoghi di culto non va sottovalutata l’importanza delle confraternite le quali commissionarono presso riconosciuti artisti opere che con il tempo hanno assunto notevole importanza artistica e storica, e che oggi fanno parte del bagaglio culturale della città di Ruvo.

Nel corso del XVIII secolo il numero delle confraternite si riduce assumendo lo scenario che tutt’oggi ritroviamo, infatti il numero delle confraternite scende a quattro, nell’ordine troviamo ancora attive l’Arciconfraternita del Carmine, la Confraternita del Purgatorio, la Confraternita di San Rocco e la Confraternita  della Purificazione-Addolorata.


chiesa dei Santi Medici
Chiesa dei Santi Medici

Il 700 – La nascita della nostra Confraternita

La nostra è la Confraternita più recente per data di fondazione.

Come già detto il fondatore della confraternita, nata nel 1719 sotto il titolo di Purificazione-Sant’Ignazio, è il gesuita Domenico Bruno nato a Cerreto Sannita provincia di Benevento nel 1665, il Bruno fu fervente predicatore e fondò numerose congregazioni, quasi tutte sotto titoli mariani, in terra di Bari, Capitanata, terra d’Otranto e Basilicata.

Dopo una missione predicata al popolo fondò anche a Ruvo nella chiesa di San Carlo, oggi non più esistente, una congregazione formata da contadini e foresi.

Il Bruno morì a Napoli nel 1730 in concetto di santità.

Il suo corpo fu traslato a Bari nel 1733 nella chiesa del Collegio del Gesù che era stata per anni centro della sua azione missionaria.

Ad appena due anni dalla fondazione nel 1721 la congregazione si trasferì in una sede più ampia per l’esercizio delle funzioni di pietà e le riunioni, la sede interessata è stata la chiesa sotto il titolo di Santa Maria di San Luca di patronato dei Mazzacane, oggi questa chiesa e aperta al culto dei Santi Medici.

I sodali si impegnarono a restaurare la chiesa quasi distrutta ed esposta al pericolo di crollo.

Nella stessa chiesa il sodalizio avrebbe potuto sotterrare i corpi dei confratelli defunti.

Quadro presentazione di Gesù al Tempio
Presentazione di Gesù al Tempio di Giuseppe Mastroleo – Prima metà del XVIII secolo

A questo periodo risale la commissione del pregevole dipinto con la raffigurazione della presentazione di Gesù al Tempio e la purificazione della Vergine, era stato lo stesso Bruno convinto assertore dell’utilità delle immagini ai fini dell’educazione religiosa dei congregati, a volerne la realizzazione.

La confraternita praticava inoltre una devozione tutta particolare all’Addolorata seguendo in ciò quelle che erano state le raccomandazioni del Bruno, fondatore del sodalizio.

Le vicende legate alla soppressione della Compagnia di Gesù nel Regno di Napoli nel 1767 ad opera del re Ferdinando IV di Borbone , ebbe notevoli ripercussioni anche sulle opere avviate dai padri e sulle congregazioni mariane fondate dall’ordine.

La congregazione di Ruvo venne sciolta nel 1768 ma solo un decennio dopo un gruppo di ex congregati decise di dar vita ad una nuova confraternita sotto il titolo della Purificazione ancora nella chiesa di Santa Maria di San Luca.

Essa ottenne il 30 giugno 1777 il Regio assenso sia alla sua fondazione che alle regole.

La rinascita della nostra confraternita non venne vista di buon grado dalle altre esistenti ed in particolare da quella del Carmine che giunse a dare causa.

I motivi della controversia furono legati alla precedenza nelle processioni e nelle manifestazioni religiose, tuttavia i motivi dell’avversione furono ben altri più profondi, infatti il nostro sodalizio fu accusato di dar scandalo al popolo per il fanatismo e l’arroganza dei suoi iscritti i quali a dire loro erano riusciti con la menzogna ad ingannare lo stesso re ottenendo così il riconoscimento alla fondazione e alle regole.

Il numero dei congregati in questo momento storico era di ben 56 confratelli, il numero in seguito aumentò sia per gli stessi confratelli sia per quello delle consorelle, merito di questa crescita di iscritti va associata ad una grande devozione nei confronti della titolare Maria SS.

Le regole del 1777 furono variate nel 1782 e poi ancora nel 1791, il culto della Madonna mantiene e riveste un posto particolare nella vita confraternale, ogni confratello era tenuto a confessarsi e comunicarsi nelle 5 principali ricorrenze mariane oltre a Natale, Pasqua anche in occasione della S.S. Trinità e del Corpus Domini.

Una forte rilevanza esterna assume la comunione obbligatoria la quarta domenica del mese da tenersi in Cattedrale altro dovere del congregato era costituito nel portarsi in processione a visitare Gesù Sacramentato esposto nella chiesa del Carmine nella domenica di Quinquagesima.

Il culto alla Passione e Morte di Cristo è fortemente sentito e praticato dalle confraternite anche il nostro sodalizio è chiamato a recarsi durante la Settimana Santa in chiesa per l’adorazione a Gesù Sacramentato e durante il venerdì Santo a visitare i Santi Sepolcri.

Le regole stabiliscono l’obbligo delle recita in ogni riunione della “Coronella delle 5 Piaghe di Gesù”, tipica devozione diffusa dai gesuiti, seguita dall’Ufficio della Croce, a conclusione della quale il padre spirituale tiene mezz’ora di meditazione sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, oltre ad altri atti di Pietà.


chiesa della Madonna dell'Isola
Chiesa Madonna dell’Isola

L’800 – Mutazioni e trasferimenti

L’attività caritativo-assistenziale un tempo rivolta all’esterno scompare completamente prevedendo da statuto, solo la visita e il conforto settimanale ai confratelli e consorelle infermi.

Nel 1810 la confraternita si trasferì nella chiesa di San Domenico dei soppressi Domenicani, il 20 novembre 1814 una lettera dell’intendente di Bari Principe Capace Zurlo né sancì il possesso.

Nel 1819 si stabilirono nella chiesa di San Domenico i padri Scolopi che né acquisirono il possesso sia della  stessa chiesa che del convento, togliendo il diritto di proprietà alla confraternita.

Per quanto riguarda aspetti devozionali e i culti promossi dal sodalizio, va

chiesa di San Domenico
Chiesa di San Domenico

sottolineato la centralità al culto della Vergine dei sette Dolori che gradualmente diviene principale rispetto a quello della Purificazione.

Già alla fine del 700 esattamente nel 1794 durante il priorato di Domenico Tambone venne commissionata ad un artista napoletano la statua vestita in gramaglie della Madre dolente.

A sancire l’importanza del culto il 28 marzo 1833 con approvazione papale del pontefice Gregorio XVI, alla confraternita viene aggiunto il titolo dell’Addolorata.

In occasione dei restauri operati dai padri delle Scuole Pie alla chiesa di San Domenico dal 1854 al 1859, il sodalizio si stabilì provvisoriamente nella chiesa della Madonna dell’Isola oggi non più esistente, alla fine dei
desolata 1 statua vecchialavori ritornò in San Domenico a titolo definitivo.

Nel 1866 vennero soppressi gli Scolopi e il 23 maggio 1867 il Consiglio Municipale di Ruvo a pieni voti approva la richiesta della confraternita per la cessione della chiesa al sodalizio.

Nel 1893 venne istituita la processione penitenziale della Madonna Desolata, da tenersi il venerdì precedente la domenica delle Palme giorno cioè della festa dei sette dolori della B.V. Maria istituita da Papa Benedetto XII agli  inizi del 700.