… Donna dell’eclisse totale, ripeti la danza attorno alle croci dei tuoi figli…

…Santa Maria facci capire che la festa è l’ultima vocazione dell’uomo…

Per il secondo anno colei che preannuncia la morte del Figlio, ha danzato il giorno successivo. E forse non è un caso che quest’anno la Madonna danzi il giorno della Festa di San Giuseppe, suo marito.

Da una piazza composta e silente, nuovamente fa capolino dalla penombra, la figura di una donna/madre rassegnata e proiettata alla morte del figlio. Sulle note della Desolata, magistralmente eseguita dal Complesso Bandistico B. Giandonato, si è in grado solo di percepire le dolci parole dell’Ave Maria recitate dalle donne più anziane. Si intravede anche chi, mosso da un sentimento di speranza e fede, avvicina la mano agli occhi, nel forte gesto di trattenere una lacrima.

Il candore delle lenzuola, il profumo dell’incenso e le note della passione però non devono addolorare i nostri animi, piuttosto devono portare alla riflessione in un tempo di incertezza, quello che costantemente viviamo.

Il vicoli antichi, alcuni illuminati solo dai lampioni da processione, ricordano quanto la nostra storia (quella congregale ma anche quella civile) sia importante e quanta fatica e dedizione hanno impiegato i confratelli più anziani nel tramandarla. Lo spirito di Ruvo è anche nella Settimana Santa.

Turisti, ruvesi vicini e lontani chiedono di poter vedere e sentire questa nostra passione. Una passione che non dura poche ore di un determinato giorno bensì più di una settimana. Una passione condivisa da 4 Confraternite, storicamente differenti, ma animate da un solo spirito e da una sola fede. La stessa passione che ha mosso un Uomo, don Tonino Bello, a racchiudere in una preghiera la forza di una Donna.

La Desolata ha fatto il suo rientro. Benvenuta Settimana Santa.

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